Dall’Italia alla Bolivia. L’incontro con una cultura che adesso fa parte di noi

Aggiornamento: 27 mag


Siamo Miriam e Valentina e, nel mese di aprile 2022, abbiamo vissuto un'esperienza di volontariato in Bolivia, nella città di Cochabamba.


Prima della partenza eravamo animate da una forte motivazione e desiderio di partire, ma nonostante questo, sembrava che il tempo non passasse mai e le cose da fare e da preparare erano moltissime.


Sentivamo entrambe la necessità di staccare dalla nostra routine e, per riuscirci, abbiamo scelto un'esperienza di volontariato, in un paese culturalmente diverso dal nostro, che ci potesse quindi far crescere interiormente. Volevamo tornare cambiate e con una nuova visione del mondo.


Al nostro arrivo siamo state accolte dal nostro tutor, Gianluca, e dalla ragazza che ci ha ospitate per l'intera esperienza, Rocio, ed entrambi ci hanno fatte sentire immediatamente a casa.


Fin da subito abbiamo constatato le differenze macroscopiche della città: eravamo su un altipiano a 2700 metri e di fronte a noi svettavano le Ande, la città era immensa e girando in macchina per le strade ci siamo rese conto di quanti edifici fossero in costruzione o non terminati, ma nonostante ciò fossero abitati. Un'altra differenza era la grande quantità di persone che vivevano e mangiavano per strada, sui marciapiedi.



Gianluca ci ha prontamente portate a conoscere la realtà della scuola, dove ci ha illustrato le varie attività e ci ha chiesto quali fossero le nostre preferenze in termini di fascia d'età e tipologia di intervento. Ci siamo dunque inserite una nella classe dei bambini dell'asilo l'altra nella classe dei ragazzi con disabilità.


Una grande difficoltà, che forse abbiamo superato solo parzialmente, è stata la lettura dei comportamenti degli insegnanti e dei bambini alla luce del contesto sociale in cui erano inseriti: ci veniva invece spontaneo utilizzare come metro di paragone quello che conoscevamo e avevamo vissuto nelle nostre scuole. Pensiamo sia fondamentale calarsi nella realtà che si sta vivendo, per comprenderne appieno sia i limiti sia le risorse.


Fin da subito, invece, siamo riuscite a relazionarci in maniera molto spontanea e con facilità con i bambini e i ragazzi della scuola.


In questa esperienza abbiamo conosciuto persone, stili di vita e condizioni a noi completamente nuove e che porteremo con noi per tutta la vita. Ci siamo lasciate coinvolgere appieno dalle diverse esperienze, per quanto queste ci abbiano scosse nel profondo, abbiamo ampliato i nostri orizzonti culturali, ed ora ci sentiamo maggiormente propense al dialogo e all'ascolto.


Al termine di questa esperienza ci sentiamo contente e grate per tutto quello che abbiamo visto e vissuto: i sorrisi dei bambini, l'energia di Gianluca e di tutti gli insegnanti e i professionisti che si impegnano a migliorare le condizioni di vita dei bambini, l'accompagnamento di Rocio, la musica, i lama, i cuñapè. È tutto ancora con noi!


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