Dalle montagne tedesche verso le colline brasiliane

 

Mi chiamo Raphael Victor Strauss, ho 20 anni e sono tedesco, e subito dopo aver completato la mia esperienza presso la Scuola di Giovani per un Mondo Unito (EJMU) alla Mariapoli Ginetta, ho deciso di fare un’altra esperienza. Sono partito come volontario per un periodo di tre mesi e due settimane nella comunità “Monte Serrat” a Florianopolis, Santa Catarina (Brasile).

Ho vissuto nella casa del Padre Vilson Groh, situata nella comunità fin dagli anni ’80, dove ha costruito una rete di progetti sociali chiamati Rete IVG (Vilson Groh Institute). Attraverso il Movimento dei Focolari e il Progetto Milonga, ho fatto un volontariato nel “Centro Educazionale Marista Lucia Mayvorne” (Marist Solidarity Network), che fa parte della Rete IVG.

L’idea che mi sono fatto del mio lavoro da volontario, vivendo nelle periferie del mondo, è stata quella di poter conoscere meglio la realtà delle persone che abitano in quei posti e di fare esperienze che possano valorizzare – nel miglio modo possibile – la loro vita.

La scuola ha una pastorale, in cui ho lavorato con Keles Gonçalves de Lima (coordinatore pastorale) e Pedro Henrique Amado (assistente pastorale). Il mio lavoro principale è stato svolto nella “PJM” (Pastorale Giovanile Marista), una realtà ideata per gli adolescenti che studiano nella rete marista, che si occupa della formazione umana e spirituale, attraverso il carisma di Marcelino Champagnat.

L’idea del Ministero “CEM Lucia Mayvorne” è quella di offrire azioni che cerchino l’integrazione, il dialogo e l’autostima tra gli studenti, aiutandoli a vivere con rispetto e amicizia e così trasmettendo loro valori umani. Non è un’attività di tipo religioso in quanto – a causa della diversità presente nella comunità – si lavora principalmente su tematiche e valori culturali, nel rispetto della fede degli studenti e delle loro famiglie.

Il focus della formazione, quindi, è la questione dell’autostima e della fiducia in sé stessi; un altro dei temi principali è la questione del progetto di vita, così come il valore della condivisione. Penso che quelli dell’autostima e del progetto di vita siano argomenti con i quali gli studenti dovrebbero essere sempre stimolati, in modo che essi riconoscano quali sono i propri talenti e, di conseguenza, le loro possibilità e i loro desideri. Sono sicuro del fatto che il lavoro della PJM e dell’istituzione in generale sarà di grande aiuto in questo senso.

Oltre al lavoro della PJM, ho partecipato ad una serie di attività con i bambini delle scuole elementari primarie (i primi 5 anni di insegnamento in Brasile). Questa è stata un’esperienza molto arricchente, perché la maggior parte dei bambini era molto espansiva. A differenza di ciò che avviene in Germania, non sono straniti dalla presenza di uno straniero, anzi, sono molto accoglienti e curiosi. In un primo momento è stato un po’ difficile rapportarmi con questi bambini, ma pian piano ho superato questa barriera e ho vissuto con loro una bella esperienza. Il personale della scuola è stato molto gentile, mi hanno accolto molto bene ed abbiamo fatto assieme una bella esperienza. Come in tutto il mondo, i problemi e le difficoltà sono sempre presenti, ma niente che non si potesse superare. In certe situazioni sono rimasto molto chiuso in me stesso e ciò è successo anche negli ultimi giorni, poiché sapevo che me ne sarei dovuto andare; è stato difficile per me, perché mi piaceva molto il clima che si era creato nella comunità e nella scuola.

Vivere con Padre Vilson è stata un’esperienza molto forte e speciale. Ho avuto l’opportunità di conoscere gli altri progetti della Rete IVG, che si stanno diffondendo nell’area metropolitana di Florianópolis, e di entrare in contatto con le storie di persone molto diverse, da un senzatetto ad un abitante di periferia, ad un grande uomo d’affari. Ciò che mi ha colpito è stato il fatto che molte persone arrivavano a casa di Vilson per chiedergli un aiuto, non importa che tipo di problema essi avessero.

Durante questo periodo ho vissuto assieme a varie altre persone ed è stato davvero bello. Ad esempio, ho convissuto con diverse persone provenienti da Italia, Germania e addirittura con un senzatetto. Tutte le esperienze con queste persone mi hanno aiutato a maturare.

Partecipare alle messe nelle case dei residenti della comunità o andare in un semplice bar, erano tutte cose molto interessanti e mi hanno fatto capire come padre Vilson sia molto importante nella vita della città e soprattutto delle persone che vivono in condizioni di povertà. Non solo dimostra l’importanza della sua presenza in progetti sociali che fanno parte della comunità, ma anche nella vita delle persone che ci vivono.

Grazie a questa sua caratteristica, egli è un grande riferimento a Florianopolis e questo fa sì che anche la popolazione più benestante della città simpatizzi con i poveri e che dia una mano nella realizzazione dei progetti; questa è una cosa molto importante, in un paese in cui esiste un chiaro divario sociale tra ricchi e poveri e che, soprattutto in questo momento, sta vivendo una crisi economica e politica molto importante.

La convivenza all’interno della comunità dei Focolari a Florianopolis era molto bella, in particolare quella tra GEN (branca giovanile) e Focolarini (consacrati). Anche gli incontri ed i viaggi erano ben organizzati durante il mio soggiorno.

In ogni caso, dal mio punto di vista l’esperienza a Florianópolis è stata molto ricca e indimenticabile. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno condiviso questo periodo con me.